giovedì 8 luglio 2010

LLUMINATI..chi sono..che potere hanno



Per introdurre il tema degli illuminati,ho deciso di non prendere le informazioni dal web, ma da un libro non molto recente.Credo che in questo modo le informazioni siano più attendibili.Riprenderò parte di due capitoli del libro;Partiamo dal secondo capitolo:"gerarchie e gradi":
"La gerarchla degli Illuminati si componeva di due templi con minori partizioni che corrispondevano al graduale incremento dell'affiliato.
Il primo tempio, quello di preparazione, si partiva in quattro gradi: Novizio, Minervale, Illuminato minore, ed Illuminato maggiore; ai quali tre gradi si frapponevano i tre gradi simbolici della massoneria, riprodotti per intero e fedelmente, e il grado di Cavaliere scozzese od Illuminato direttore accomodato alle speciali circostanze dell'ordine.
La seconda classe si divideva in piccoli e grandi misteri. I piccoli misteri abbracciavano il grado di Presbitero e quello di Reggente o Principe ; e i grandi misteri il grado di Mago o Filosofo e quello d'Uomo-re. I più altimembri, Areopagiti, costituivano il consiglio supremo.
In tutte classi e gradi , ufficio gelosissimo era quello di fratello arruolatore , che dovea rintracciare e proporre gli iniziandi , raccogliere informazioni personali,mantenere e imporre l'ordine, il quale fondava l'obbedienza; non solo sulla docilità degli affiliati, ma sulla grandissima autorità proveniente ai superiori dal conoscere ogni minimo particolare della loro vita.
Nei primi gradi l'iniziato giurava di non operare contro lo Stato, la religione ed i costumi; studiava il gergo della società e le istruzioni elementari; lavorava in un ramo speciale di scienza,nel quale riceveva protezione; rendeva conto ogni mese dei progressi compiuti, dichiarando con lettera chiusa se era contento della propria guida immediata e ciò che poteva fare, od aveva fatto ,per il bene dell'istituzione. Suo compito princpale era però quello di studiare sè stesso e i compagni, prendendo note che trasmetteva ai capi ; ma ignorava che nel medesimo tempo egli era sorvegliato dal fratello arruolatore, che dava di lui particolarcggiata notizia ai medesimi superiori. Questo sindacato reciproco affinava l'osservazione, tutelava la sicurezza dell'ordine, ma era immorale, risolvendosi in un' incessante spionaggio. I superiori esigevano ancora di più; non soddisfatti della promessa di totale obbedienza, si servivano della confessione scritta, obbligando l' affiliato a dettare una specie di autobiografia e a depositarla nelle mani d'ignoti capi. Era un' arma con cui potevano vendicare la debolezza ed il tradimento....

Nel grado d'Illuminato maggiore i riti si riferivano ad una più equa intelligenza dei simboli massonici, la quale doveva acquisirsi dagli addetti per istruzione e meditazione personale.... Già si modificava il linguaggio tenuto da principio;....

Nel grado di Cavaliere scozzese il candidato prometteva di restare fedele all'ordine; di non preferirgli giammai alcun'altra società, secreta o palese ; di non ritrarsi dalla via in cui aveva posto, con assoluta libertà d'azione, il piede;... L'Illuminismo gli veniva posto come di gran lunga superiore alla massoneria , solo depositario dei segreti massonici e della religione naturale adulterata e stuprata dalla tirannide dei sacerdoti e dal despotismo dei principi. Però egli era ancora assai lungi dal conoscere l' intrinseca dottrina della società ;....
... nel grado di Prete l'aspirante apprendeva ad odiare sistematicamente la proprietà , come fonte di egoismo, ozio, corruttela,e a riconoscere come sola società legittima quella della famiglia, a tener in lieve conto quella patria che è una famiglia più ampia....

... Il candidato vedeva crollare il precedente edificio e sorgerne uno nuovo , di stile inaspettato , di forme arditissime. Nei primi gradi s'era dichiarato di voler rispettare il trono e l'altare; ma il trono è scosso, e c'è la volontà di sostituirgli la sedia patriarcale; e così l' altare viene fatto segno di reiterati colpi. L' umanesimo di Gesù è pròclamato; sua morale disviluppata dagli involgimenti teologici , le sacerdotali imposture smascherate. Il candidato , prete di una religione novella, che nelle religioni ufficiali vede l'opera corruttrice del despotismo, viene iniziato e consacrato...
.. salire il grado di Reggente o Principe illuminato era molto difficile, come chi s'accinge a lungo e pericoloso viaggio, ed espressamente doveva, in caso di morte,nascondere preventivamente le carte segrete che si potesse avere presso di sè. Dopo nuovi ragguagli sulla massoneria, sul gran compito serbato all' Illuminismo che alla massoneria sovrasta e tutte società segrete veglia o dirige, e sui doveri gravissimi che incombono al Reggente , l'affiliato era riconosciuto nella sua qualità d'uomo libero , la quale nel non iniziato esiste solo potenzialmente; e il Provinciale , a provargli tale sua libertà, gli restituiva in fascio i documenti che lo riguardavano, i giuramenti e le promesse che aveva fatto attraversando le antecedenti tappe."
Capitolo 6:"Organismo interno e propaganda":


Gran compito spettava ai reggenti: essi i veri e immediati superiori, giacchè gli istitutori dell'ordine aveano deliberato non occuparsi della direzione, ma solo della sorveglianza; nel loro novero si sceglievano i superiori nazionali e provinciali, gli assistenti, i consultori, i prefetti, i decani, uffici a vita. A reggenti poveri od impoveriti durante l'ufficio provedeva l'ordine ; e i diversi incarichi si distribuivano a norma delle attitudini varie, e doveano in ciò i fratelli dar prova di equanimità,accettando anche i più umili... ogni anno doveva radunarsi almeno un convento provinciale. Come i professori studiano pedagogia, i reggenti studiavano l'arte di impadronirsi della pubblica opinione; ed era ad essi in speciale modo raccomandato di acquistarsi fama di perspicacia, disinteresse, integrità; di mostrare amore per le cose nobili e generose; di governare senza che altri si avvedessero della loro influenza; di prendere le difese del debole contro il forte, sempre però con cautela e moderazione. Sapendo quanto possa la donna nella sociale convivenza,si imponeva al reggente di adoperarsi presso di essa a renderla favorevole ai piani dell' ordine e partigiana d'ogni idea di progresso. Il popolo doveva adeguarsi con l'istruzione, con costante affabilità, e tolleranza verso quei pregiudizi che non si possono vincere se non a poco a poco. Gli statuti dell'ordine riboccano di massime il cui finissimo accorgimento svela l'ingegno de'fondatori ; e tra le altre cose quella che nel paese dove l'ordine ha molta importanza nella gestione della pubblica opinione, debba esso dissimulare suo potere per non destare invidie, nimicizie, pericoli; spacciandosi invece come influentissimo laddove poco esso può, allo scopo di salire in reputazione... Cosi il silenzio, raccomandato nel maggior numero dei casi, poteva a tempo debito dar luogo a loquacità mirante a sperimentare segretezza altrui , a diffondere date notizie , e così via.

Il grado di reggente, come il più geloso, è munito di speciale istruzione, la cui analisi ci dà ritratto vivo e spirante della setta. Il reggente doveva il meno possibile rispondere alla voce delle interrogazioni degli inferiori, più meditata essendo la parola scritta. Vigile a tutte le circostanze favorevoli all' ordine, dovea utilizzarle, connettervi i suoi progetti... Dovendo far divenire la letteratura tutta d'un senso, sorgono libri e scrittori contrari, anche ricorrendo alla denigrazione. Si affrettano alla soppressione degli ordini religiosi, servendosi dei loro beni a stipendiare buoni maestri di campagna. Si freni nel popolo l'adulazione verso i grandi, verso i re, parlandone o scrivendone i fratelli come d'uomini del tutto eguali a noi, fruenti di convenzionale autorità e fortuna. Si preferiscano per base di propaganda le minori città ai centri industriali e commerciali, troppo occupati, troppo disattenti, troppo vegliati. Non si trasandino i viaggi d'ispezione compiuti da persone idonee.

L'occultezza si serbi in ogni cosa e con ogni mezzo ; e particolarmente gioverà assumere la maschera d'altra società segreta. Non per altra cagione l'ordine si cela dietro i tre gradi simbolici della massoneria. Ogni pretesto è buono purchè verosimile; e verosimilissimo è quello d'adunanze per oggetto letterario, filarmonico, mercantile, spiegando la segretezza per il bisogno di solleticare la curiosità, ispirare maggiore attrattiva, per non accogliere il primo venuto, per evitare i motteggi, per nascondere la debolezza d'istituzione nascente. Importa conoscere organizzazione di altre società segrete; e in queste i reggenti, previo il permesso del provinciale, cercheranno farsi ricevere. Ovunque si tratta d'interessi morali procurino i reggenti acquistar voce : nelle scuole, accademie, curie, tipografìe, librerie e via discorrendo.

Il prefetto è il capo dei reggenti di una prefettura, ed ha facoltà di fondare in otto luoghi della sua provincia chiese minervali o loggie massoniche. Nei ricevimenti e nelle promozioni ha norme speciali da seguire riguardanti l'istruzione, l'attaccamento, la subordinazione, il segreto del candidato; preferendo i giovani perchè più docili, e fra questi i più colti che possano ancora imparare molto dall'ordine, al quale s'affezioneranno nella misura delle acquistate cognizioni. Con riservatezza s'inizino i ricchi e persone d'alto conto, e i sacerdoti non regolari, e gli ex Gesuiti, i quali ultimi « son da fuggire come la peste ». Si eviti l'ammissione di principi, e in ogni caso l'ammissione s'arresti al grado di cavaliere scozzese. Complemento delle chiese minervali sono le scuole, alle quali specialmente devono essere rivolti gli sguardi dell'ordine, spesso mettendo più in conto di allargarsi e fortificarsi coll'istruzione che non colle loggie medesime. Nella cultura si ponga mente e cuore, la cui educazione continui con letture apposite, con lezioni d'etica e filosofia sociale, con disciplina scolastica i cui vantaggi saranno periodicamente notati dal prefetto in apposito rapporto. Nelle adunanze si dia alta voce alla lettura di esempi virtuosi e viziosi giudicandoli con obiettività ed imparzialità;dovevano fare in modo che il novizio e il minervalè s'abituassero a considerare l'azione in sè medesima, a giudicare la sua moralità indipendentemente dal grado e dalla fortuna, a non far differenza tra i ladri disperati e i ladri dorati;...
Si consiglia di promuovere attaccamento con rappresentazioni o situazioni che richiamino spesso i pensieri dei membri intorno all'ordine,che sdegnino l'imitaione della cattolica astuzia che rende piacevole e attraente il proprio culto.

Le adunanze minervali siano composte da dieci membri e non più, suddividendosi e alternandosi quando il numero è maggiore. Essendovi due chiese minervali in un medesimo luogo, l'una non sappia dell'altra. Nessuno divulghi il nome dei fratelli conosciuti in altre chiese ed in altri paesi.Si tengano le adunanze con bell'ordine e decoro. Verrà lode al prefetto dal promuovere nel luogo dove risiede l'istituzione di biblioteca, o museo, od altro stabilimento di pubblica utilità e di opportuno ritrovo.

Se tanto si esigeva dal prefetto si pensi quel che si chiedeva al provinciale, il quale doveva essere addentro nello spirito dell' ordine come se egli medesimo fosse stato l'inventore ed introduttore del sistema. Ogni più minuta disposizione dovea essergli nota, e spettandogli l'istruzione dei reggenti e dei superiori locali la sua condotta dovea essere esemplare, aliena da qualsiasi frivolezza. Possibilmente dovea essere nativo della provincia, o conoscere questa per via di un lungo soggiorno; del tutto indipendente dal governo,mantenendo una vita ritirata. La sua elezione spettava ai reggenti della provincia, salvo l'approvazione del superiore nazionale; e poteva dai superiori essere dimesso. Nel divenire provinciale rinuncia va al nome settario anteriormente portato che passa ad altro, e riceve dai superiori un nuovo pseudonimo speciale. Soggetto all' ispettore nazionale, poteva però reclamare contro di lui al Primus. Suoi naturali consultori erano i reggenti della provincia,tra cui sceglieva due segretari. Dovendo ammonire qualcuno, lo faceva mediante lettera firmata con lo pseudonimo di Basilio, non conferito ad alcun fratello in particolare e riservato per tali circostanze. Dava patenti per istituzioni di capitoli:

« Noi dalla grande Loggia nazionale eletti gran maestri provinciali conferiamo al rispettabilissimo fratello (pseudonimo del fratello) facoltà di erigere capitolo segreto della santa scozzese massoneria, coltivando l'arte reale, mercè loggie massoniche de' tre gradi simbolici. »

Soprattutto nessun nepotismo nel provinciale, nessuno spirito di consorteria, nessuna debolezza verso le insubordinazioni. Implicandosi il bene e il successo dell'ordine colla felicità e col progresso del genere umano, tutto dovea fare per l'ordine e nulla senza di esso.

Chi non vede la forza che avrebbero acquistato gli Illuminati se avessero potuto durare ? Se avessero scelto terreno più adatto alle loro operazioni, e non l'augusta Baviera, il cui governo già si era mostrato ostile ad ogni riforma? Se avessero subito mirato a spandersi in Francia? Se non avessero perduto un tempo prezioso nella compilazione dei rituali? Se nel loro seno non fossero penetrate le gelosie e i problemi?
Questa società , che possedeva organismo compatto e principii direttivi, alcuni dei quali di moda e quindi già ricevuti dalle moltitudini , pareva destinata a sopravivere a tutte quelle che si contendevano il dominio della Germania; e invece fu la prima a cadere vittima dei sospetti delle corti e delle ire gesuitiche.
La Baviera era sparsa di corporazioni fratesche, e molto vi potevano i Gesuiti; contro quelle e contro questi si ordinò altresì la setta , e Weishaupt adottò forme gesuitiche per meglio combattere il nemico; ma la reazione, più avvisata, più concorde , più rapida nelle sue mosse, prevenne i maneggi dei nuovi settari, che si trovarono un bel giorno privi di capo, scoperti e quel che è peggio derisi.
A quanto dieesi, Mirabeau, che rese onorevole testimonianza agli Illuminati nella sua classica opera sul regno di Prussia , si fece iniziare a Berlino ; e reduce in Francia,parlando di questa novità, come di tante altre, dififuse la conoscenza e il desiderio. Anche Bode, succeduto, come dicemmo, a Weishaupt, venne a Parigi nel 1787, e si formò attorno una piccola chiesa formata da uomini illustri, il duca d'Orléans, il principe Talleyrand, Condorcet, Brissot, Grégoire..."
Fonte:"Il mondo seceto"Di Giovanni de Castro.

2 commenti:

  1. Molto interessante!:)

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  2. Grazie amico mio...ho un pò rivisto il testo perchè era alquanto incomprensibile con una sola lettura..ho messo i pezzi più importanti secondo me.Il libro risale al 1890 all'incirca..continuiamo così :)
    A presto..
    ps:apriamo un bel dibattito!

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